Sergio lo sfollato

E’ il 2 luglio 2012, il giorno dopo la finale degli europei di calcio 2012, l’Italia ha incassato 4 goals, la Spagna ha giocato meglio, molto meglio.
E’ passato un mese dalle prime scosse di terremoto che hanno colpito il nostro territorio. Ci sono gli attendati che continuano a vivere vicino alle loro case distrutte e ci sono gli sfollati. Sfollati, una parola che fa venire in mente la guerra per chi l’ha vissuta, la ciociara (il film) per chi è nato dopo. Sfollato è quella persona che non trova più le motivazioni o le condizioni per vivere una vita degna nel luogo in cui trascorreva la sua vita. Qualcosa l’ha costretto ad abbandonare tutto. E oggi uno sfollato ha trovato accoglienza al Tric eTrac. Si tratta di Sergio, un nonno di 85 anni di San Prospero sfollato a Modena presso parenti. La nipote lo ha portato da noi venerdì scorso per chiederci la disponibilità all’accoglienza del nonno abituato a sciappinare quotidianamente nel suo garage e ora impossibilitato a farlo causa il terremoto. Sergio è un nonno canonico, un po’ cicciottello, con pochi capelli grigi sulla testa, veste estivo, una canotta con le spalline larghe, un pantalone di tela leggera corto che arriva al polpaccio con elastico in cintura e ai piedi un paio di ciabatte di plastica da doccia di colore blu dalle quali escono prepotentemente le dita dei piedi. Abbiamo concordato con la nipote che lo accompagnerà, sarà presente nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì.
Sabato abbiamo predisposto un tavolo da lavoro per lui e stamattina e’ arrivato con una cassetta degli attrezzi al seguito e un termos pieno di una mistura di birra e gazosa da lui preparata.
La cassetta degli attrezzi è carica di strumenti raccogliticci consoni con lo sfollamento, non mancano però due tester, quello strumento tipico degli elettricisti di un tempo passato. Sergio si dice in grado di aggiustare quasi tutto quello che funziona elettricamente salvo i frigo.