Perché nulla vada perduto

PERCHE’ NULLA VADA PERDUTO 
e tutto sia consumato fino alla fine.


Premessa

Nelle società occidentali, i livelli di consumo sono aumentati in modo sproporzionato: il cittadino è il terminale ultimo della catena del mercato che produce non per i bisogni reali ma per far guadagnare il produttore.
La pubblicità serve per creare continuamente nuovi bisogni non necessari o addirittura nocivi, solo per incentivare il consumo. Diventano così “indispensabili” oggetti inutili che creano attese, occupano il tempo libero e gli spazi vitali delle nostre case ( ad es. il telefonino, l’abito firmato, l’auto sempre più potente, giornali, dispense cassette video, cd – rom, giochi, orologi…).
Non abbiamo il tempo di “consumare” questi oggetti, di goderli e di farli finire: rimangono ad ingombrare e ad inquinare i nostri spazi vitali.
Siamo ormai consapevoli che lo spreco di materie prime e di energie del nostro sistema economico, oltre ad inquinare le nostre città e a renderle invivibili, impoverisce progressivamente le economie più deboli, cosiddette del terzo mondo. Ma non solo. Spesso trascinano sistemi economici e culturali per millenni abituati a una vita sobria e autosufficiente in armonia con la natura che li circondava, a copiare i nostri modelli di consumo.
Va ricordato ancora che noi siamo figli della cosiddetta cultura contadina, che fino a 50 anni fa viveva nella sobrietà e in un sistema in cui nulla andava perduto e tutto ritornava alla natura senza inquinamenti e consumi inutili (ad es. la cucina economica delle nostre vecchie case, o la macellazione del maiale ecc.). Esiste ancora tra di noi la memoria di questo modo di vivere e molti anziani sarebbero capaci di riattivarlo.

Finalità del progetto
Il nostro progetto, senza la pretesa di voler risolvere le contraddizioni dell’economia mondiale, vuole tentare di educare ad un consumo più intelligente, partendo dalla capacità di dare nuova vita agli oggetti che troppo presto diventano rifiuti;
attraverso una riscoperta intelligente della manualità;
con l’aiuto di un’intelligente creatività.
L’uomo del 2000 ha la presunzione di cavarsela sempre e di potere comunque comperare tutto, oggetti, amicizie, salute; ma, come diceva il capo indiano “Quando avrete inquinato tutta l’aria, tutta la terra e tutta l’acqua, cosa comprerete con i vostri dollari?”

Il progetto
Gestione , in collaborazione con META, di una particolare isola ecologica: luogo dotato di una struttura coperta, nel quale attrezzare un laboratorio che riutilizza materiali ancora utili per la costruzione di nuovi oggetti e strumenti d’uso.
Un filtro a monte del normale stoccaggio dei rifiuti selezionerà materiali che abbiano una concreta possibilità di essere riutilizzati secondo il loro uso o un nuovo progetto elaborato dagli operatori. Questa selezione avviene su tutti i tipi di materiale, dalle stoffe, al vestiario; dai legnami, ai materiali ferrosi, fino allo smontaggio di “macchinari” più o meno semplici, per riutillizzarne singole parti.Il prodotto di questo laboratorio potrà essere venduto anche nei mercatini rionali.

Tempi e fasi del progetto:
La fase iniziale del progetto prevede la raccolta e lo stoccaggio di materiali selezionati dagli operatori in base all’opportunità di riutilizzo che questi possono offrire.
La seconda fase è la progettazione e la realizzazione del prodotto che potrà essere: mobilio, arredamenti sia per interni che per esterni, per luoghi privati, per luoghi o strutture pubbliche; costumi e scenografie per feste scolastiche o di carnevale, oggetti per l’illuminazione, giocattoli, hobbistica, ecc.
Un particolare interesse per ragazzi e giovani, potrebbe riguardare il campo della bicicletta e del motorino: riparazioni, nuovi assemblaggi, costruzione di nuovi modelli (tricicli, rischiò, tandem..), da proporre per un uso originale e divertente nelle giornate senza macchina.
Un luogo dove si lavora manualmente, è anche luogo dove si trasmettono e tramandano attività, tecniche e professionalità che con l’avvento massiccio della robotica e dell’elettronica, vanno definitivamente scomparendo.
Lo svolgimento di queste attività in un luogo pubblico, all’interno di un quartiere residenziale, può divenire un momento prezioso di aggregazione e confronto tra generazioni diverse, Punto d’incontro che può aiutare a superare la solitudine del quotidiano
A progetto collaudato, si prevede la collaborazione con le istituzioni pubbliche e il privato sociale per l’inserimento attraverso borse-lavoro ,contratti di formazione, ecc….. di giovani con particolari difficoltà di inserimento sociale.
La scansione del progetto, con queste fasi, offre la possibilità al gruppo promotore di iniziare l’esperienza che si dovrà poi completare con l’inserimento dell’attività direttamente all’interno del progetto di gestione dell’isola ecologica prevista in v. D’Avia da META.

Fattibilità del progetto
Per potere avviare la realizzazione del progetto è necessario:
1- Identificazione di un locale adatto;
2- Attrezzature e strumenti di lavoro, inizialmente solo “manuali”;
3- Approvvigionamento di un primo stok di “materie prime”, per la costruzione di alcuni oggetti d’uso, assemblando materiali di recupero per una prima dimostrazione;
4- Lancio dell’iniziativa preparando video, sonori ecc. costruiti in sede.
Contatti con le scuole e le realtà organizzate del territorio per far conoscere il laboratorio, anche attraverso feste, visite ecc. o per offrire ad insegnanti ed operatori un punto di rifornimento di materiali da usare nei loro laboratori.
Coinvolgimento di nonni e nipoti insieme per la preparazione di feste di compleanno, di classe, di giochi all’aria aperta
.
Apertura della sede a giorni stabiliti con presenza fissa di un operatore competente nelle attività di riutilizzo creativo in grado di progettare, lavorare direttamente e guidare il lavoro di terzi.
Messa a disposizione di singole persone e gruppi locali di materiali, spazi e attrezzature per attività di riciclaggio legate alla manualità fine ( carta riciclata, cartapesta, decoupage, bricolage e decorazioni varie) con o senza l’ausilio di volontari esperti nelle tecniche richieste.
L’inaugurazione sarà il momento forte per lanciare il tema del riciclaggio, anche attraverso esemplificazioni pratiche.
Un momento di festa all’insegna del riciclaggio dove
si mangiano frittelle dolci e salate preparate con la minestra del giorno prima, o polpette realizzate con gli avanzi di cucina;
si ascoltano le cover, ovvero canzoni riciclate;
si guardano film e video d’epoca;
gruppi di artisti del riciclaggio presentano le loro performance
Successivamente promuovere un concorso pubblico teso alla diffusione delle idee e delle esperienze di riciclaggio che riguardano tutti i livelli possibili dal piano verbale delle poesie e dei detti popolari, alle ricette di cucina, ai brevetti o alle tecniche personali alle progettazioni futuriste.

Anno 1999

Note: questo documento prodotto dai volontari fondatori nel “secolo scorso” esprime le volontà e i desiderata maturati che conservano il segno dei tempi. La realizzazione del progetto ha seguito le vie percorribili che non sempre hanno combaciato coi desideri.